C’è una Toscana del vino che evolve con consapevolezza, senza mai perdere il legame con le proprie radici. Podere Ema, sulle colline sopra Grassina lungo la Chiantigiana, ne è una delle espressioni più interessanti: una realtà che oggi intraprende un percorso di rinnovamento che unisce sostenibilità concreta, innovazione e una nuova identità visiva pensata per dialogare con il presente.
Alla guida dell’azienda c’è l’agronomo Enrico Calvelli, che fin dall’inizio ha impostato un progetto chiaro: coniugare ricerca tecnica e rispetto della tradizione, mettendo al centro il territorio e le sue peculiarità. Un approccio che oggi si traduce in un’evoluzione a tutto tondo, che coinvolge tanto il lavoro in vigna quanto il modo in cui il vino si racconta.
Precisione in vigna e rispetto dell’ambiente
Il cuore del progetto resta la gestione agronomica, sempre più orientata a un approccio scientifico. Nei vigneti sono attivi sistemi di monitoraggio che registrano costantemente parametri fondamentali come temperatura e umidità, permettendo di anticipare l’insorgenza delle principali malattie della vite.
Grazie a questi strumenti, gli interventi diventano mirati e limitati allo stretto necessario, con una significativa riduzione dei trattamenti. È una sostenibilità concreta, fatta di scelte quotidiane e misurabili, dove la tecnologia diventa alleata della natura.
Packaging più leggero, impatto ridotto
Anche il packaging segue la stessa filosofia. L’adozione della borgognotta leggera per tutta la linea principale segna un passo importante verso la riduzione dell’impatto ambientale.
Con un peso di circa 400 grammi, la nuova bottiglia consente di diminuire le emissioni legate al trasporto, dimostrando come anche elementi apparentemente secondari possano contribuire in modo concreto alla sostenibilità complessiva.
Un’immagine rinnovata, fedele alle origini
Il cambiamento coinvolge anche l’identità visiva dell’azienda. Il nuovo logo, essenziale e riconoscibile, mantiene i colori storici – nero, rosso e bianco – ma li reinterpreta in chiave più attuale.
Le etichette segnano un’evoluzione ancora più evidente: colori più accesi, composizioni dinamiche e uno stile più immediato, pensato per intercettare un pubblico giovane senza perdere coerenza con la storia del brand.
Autoctoni al centro, tra memoria e innovazione
Uno degli elementi distintivi di Podere Ema resta la scelta di valorizzare i vitigni autoctoni toscani. Tra questi, la Foglia Tonda rappresenta un vero e proprio simbolo aziendale: una varietà storica recuperata e riportata al centro della produzione, capace di raccontare un legame profondo con il territorio.
In cantina, la ricerca si traduce nell’utilizzo combinato di materiali diversi – dalla terracotta all’acciaio fino al legno – per esaltare le caratteristiche delle uve e costruire vini equilibrati e riconoscibili.
Anche nel Chianti Superiore emerge questa filosofia, con il recupero di pratiche tradizionali che privilegiano freschezza, eleganza e bevibilità, offrendo una lettura più autentica e meno standardizzata del territorio.
Uno sguardo aperto sul mondo
In una produzione fortemente legata agli autoctoni, trova spazio anche un’unica eccezione: Xenoi (dal greco ξένοι stranieri/ospiti) un bianco ottenuto da uve Chardonnay, Viognier e Petit Manseng. Un vino polposo con un ampio bouquet di fiori bianchi e frutta gialla, con una spiccata sapidità che lo rende invitante, spingendo subito al secondo sorso, fino a un finale lunghissimo. Un vino entrato anche nella carta dei vini di un noto ristorante stellato fiorentino.
Si tratta di un vino pensato come occasione di confronto tra territori e culture, che trova nel terroir di Bagno a Ripoli un luogo ideale.
Un esempio di Toscana contemporanea
Podere Ema si conferma come un modello virtuoso di viticoltura toscana contemporanea, capace di coniugare innovazione e radicamento territoriale.
Un equilibrio tra tecnica e sensibilità, tra estetica e sostanza, che dimostra come il futuro del vino passi non solo dalla qualità nel bicchiere, ma anche dalla capacità di evolvere e raccontarsi in modo autentico e sostenibile.
Le annate con le nuove etichette e bottiglie
Il percorso di rinnovamento accompagnerà progressivamente tutta la produzione aziendale. Le prime uscite riguarderanno:
- IGT Xenoi 2024 – €25,00
- Rosato 2025 – €22,00
- Chianti Superiore 2022 – €20,00
- Chianti Superiore 2024 – €17,00
A queste si aggiungeranno, entro la fine del 2026, le etichette di punta:
- Fogliatonda 2022 – €39,00
- Nocchino 2021 – €34,00

Xenoi

Rosato

Chianti Superiore DOCG

Enrico Calvelli – Podere Ema





